Il sushi a Roma: i consigli dei giapponesi

Articolo di Collaborazioni
28 aprile 2015

La cucina giapponese è ormai di gran moda in tutto lo Stivale e in particolare a Roma. Sono decine i ristoranti nella Capitale, ne aprono ogni anno di nuovi ed è sempre più frequente che tra amici si decida di trascorrere una serata in un sushi bar o in un ristorante dove vengono proposti menu convenienti – spesso anche a pranzo.

Siamo invasi da volantini, spot radiofonici, cartelloni pubblicitari e anche il passaparola fa il suo gioco, influenzando le scelte di chi ama la cucina del Sol Levante. Bisogna però stare attenti a come si spendono i propri soldi, anche se si tratta di cifre contenute (per esempio “all you can eat a 19 euro!”). Può capitare di infilarsi in locali che millantano qualità e competenza, sicuri del fatto che gli italiani non capiscano nulla di ciò che mangiano, di come viene preparato e di dove vengono presi gli ingredienti. E allora, se volete iniziare bene il sabato sera a Roma ed evitare di andare in una delle discoteche più inn, come la discoteca La Cabala Roma con un brutto peso sullo stomaco, la carta vincente è una sola. Chiedere agli stessi giapponesi dove andare a mangiare i migliori piatti della loro millenaria cucina.

In principio fu Shiro

Al secolo Minoru Hirazawa, è stato colui che negli Anni Ottanta venne mandato in Italia per sensibilizzarci sulla cucina nipponica. Un cuoco allievo di una grande scuola inviato dal suo maestro nel Bel Paese per allargare i confini di un’isola così lontana geograficamente, ma divenuta negli anni tanto vicina. Il suo successo fu immediato a Milano, ma inevitabilmente la moda arrivò anche nella Città Eterna. I suoi libri di storia e ricette della cucina giapponese sono un “must” per chi vuole saperne di più. E i suoi consigli sono preziosi per non farsi fregare dal nuovo ristorante aperto sotto casa che promette faville a prezzi “da sturbo”.

Dove andare?

Magari si spenderà di più, magari non potrete andarci ogni fine settimana per evitare di intaccare eccessivamente il budget mensile riservato allo svago, ma in questi ristoranti giapponesi di Roma entrerete con la certezza di un pasto di qualità e rispettoso delle tradizioni originali – e ne uscirete soddisfatti, stupiti e se non più ricchi materialmente, almeno culturalmente. Sono locali consigliati da giapponesi che vivono e lavorano a Roma: insegnanti, architetti, casalinghe, agenti di viaggio, commercianti.

Take Sushi a Trastevere
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Take Sushi Trastevere

Si trova a viale Trastevere ed è stato aperto nell’ormai lontano 2005. Si avvale della trentennale esperienza di due cuochi nipponici, ovvero Murata Kisaburo e Amanu Mitsuhisa. Menu molto ampio e dettagliatamente spiegato, anche con cenni storici e culturali. Ambientazione tradizionale e possibilità di accompagnare il pasto con particolari liquori del Sol Levante.

La magia di Zen
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Zen Sushi Roma

Il primo ad aprire in Italia con il “kaiten”, ovvero il tapis roulant sul quale scorrono i piatti proposti dalla cucina del ristorante. Dal sushi al sashimi, chi si siede davanti al bancone scorrevole – e non è facile, le prenotazioni fioccano – assiste ad un rito imperdibile. Nato a Milano più di 15 anni fa, nella Capitale è approdato nel 2001 in via degli Scipioni. Un successo globale, da provare.

Una storia infinita: Hamasei Roma
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Roma Hamasei

In pochi si sorprenderanno del fatto che venga citato. “Hamasei Roma” è il nonno di tutti i ristoranti giapponesi in Italia e particolarmente a Roma. Infatti ha aperto ne 1974, come filiale della sede centrale di Tokyo aperta a metà del secolo scorso. Nella prestigiosa via della Mercede, questo vero ristorante giapponese offre ai suoi clienti un’esperienza totalizzante, vera, indimenticabile.


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