Spaghetti giapponesi

Articolo di Francesca La Banca
29 ottobre 2015

La cucina nipponica sta appassionando sempre di più gli occidentali e il consumo di prodotti alimentari giapponesi sono sempre più frequenti sia nei ristoranti che in famiglia.

Gli spaghetti giapponesi o meglio, gli Stirataki, sono di origine vegetale, infatti derivano dalla radice di Konjac, ricca di fibra vegetale solubile che induce senso di sazietà, per cui soddisfa con piccole dosi, inoltre ha la la proprietà di limitare l’assorbimento di zuccheri grassi; questi spaghetti giapponesi non contengono carboidrati, nè grassi e proteine, sono senza glutine e lattosio.

Gli Stirataki, il cui nome significa Cascata bianca, si presentano sotto forma di tagliolini, appunto di colore bianco, generalmente insapori, contengono pochissime calorie e quindi rappresentano l’alimento ideale per chi segue una dieta ipocalorica, naturalmente possono essere conditi in modo molto gustoso ed essere adatti a tutti. In commercio si trovano nella variante secca o fresca.

Gli spaghetti vegetali giapponesi sono in vendita nei supermercati, negli ipermercati e nei negozi biologici, ma anche in erboristeria, in farmacia e parafarmacia. Insomma sono un prodotto facilmente reperibile e, contrariamente a quanto si possa pensare, il loro costo non supera quello della pasta.soba_06
Oltre agli Stirataki vi sono diversi tipi di spaghetti giapponesi chaimati Noodles che, come il sushi e il sushimi, sono alla base della cucina nipponica. Vi sono diverse varianti locali fra i noodles, anche riguardo al tipo di farina utilizzata, integrale e non, da cui derivano anche diversi metodi di cucina e altrettante ricette. Infatti possono essere cucinati in acqua salata, oppure cotti in olio bollente o, dopo una rapida cottura in acqua, essere saltati nella wok o in un tegame. Ma i noodles sono una pietanza anche molto versatile, infatti si prestano ad accompagnare il pesce, la carne, la verdura o a costiture la base di molte zuppe. Si mangiano con le tipiche bacchette.

Per cucinare gli spaghetti giapponesi bisogna prima portare a ebollizione l’acqua, versarli, rimescolare con una forchetta. Il tempo di cottura varia in base al tipo di pasta, comunque va dai cinque ai dododici minuti. Trascorso questo tempo (si precisa che i noodles si cuociono al dente), bisogna spegnere il fuoco e scolarli immediatamente. Si mettono in un tegame e si condiscono con olio extravergine di oliva e sesamo per evitare che si attacchino l’un l’altro, quindi si procede con un condimento di pollo e curry.
Tra i divesi tipi di noodles, i più conosciuti sono Ramen, Udon, Soba e Somen, ognuno con delle caratteristiche proprie.

Il Ramen è costituito da spaghetti piuttosto spessi, cotti in brodo di manzo o di pesce, a formare una delle zuppe più famose della cucina giapponese.

Gli Udon hanno una consistenza morbida ed elastica, vengono cucinati in brodo dashi e insaporiti con salsa di soia, sono gustosi da mangiare sia caldi che freddi.

Il Soba è un tipo di pasta a base di grano saraceno, in Giappone le tagliatelle di Soba sono un piatto molto comune per la facilità con cui si prepara e con qualunque tipo di condimento. Di solito il Soba si presenta come tagliatelle sottili, cotti in brodo.

Il Somen è formato da grano di frumento, in questo caso le tagliatelle sono veramente sottilissime, viene servito freddo in un brodo speziato.


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